IPOTESI DELLA TRASFORMAZIONE DEL RACCONTO A PARTIRE DAI RITUALI FUNEBRI ENDOCANNIBALICI FINO AI RACCONTI DEL PERRAULT E DEI F.LLI GRIMM(4): IL CARATTERE SOLITAMENTE CRITICO DEI RACCONTI POPOLARI VERSO LE CLASSI SUPERIORI, MA NELLA VERSIONE DEI F.LLI GRIMM IL LUPO ACQUISISCE UNA FUNZIONE QUASI CONSERVATIVA
Per solito la cultura popolare, i racconti popolari, il folklore sono la voce delle classi disagiate, degli schiavi, dei servi della gleba, del popolo delle campagne, del popolino dei quartieri bassi delle città. Lo sciamano probabilmente è una figura sacerdotale di un tipo di società senza classi o altrimenti di società organizzate in clan o in sette più o meno segrete che si contendono il potere. Da moltissimo tempo nelle società indoeuropee sono state al potere le classi dei guerrieri o dei nobili(tali perché si distinguevano dalla plebaglia, perché le origini delle loro famiglie erano chiare e ben delianeate). Accanto ai guerrieri stanno le caste sacerdotali. E poi vengono tutti gli altri. Guerrieri e sacerdoti quasi sempre in tutte le culture vanno d'accordo: e si aiutano vicendevolmente per fondare, ordinare le società. In linea di massima il racconto popolare, elaborazione narrativa delle classi non al potere, è critico nei confronti di guerrieri e soprattutto dei sacerdoti che giurano sulla benevolenza dei loro dei nei confronti di coloro che credono e fanno loro sacrifici. Ma i miserabili di certo non potevano permettersi di fare dei sacrifici pari a quelli dei ricchi, dei capi, dei più abbienti.
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