Uno studio sulle versioni popolari orali di Cappuccetto rosso, tredici articoli
In un altro racconto raccolto pure nella regione della Nièvre la fanciulla, ancora senza nome, deve portare alla nonna(anch'ella non ha nome) un pane appena sfornato e una bottiglia di latte. La fanciulla nel tragitto incontra un bzou(colui che ha raccolto il cunto, Achille Millien, chiede al novellatore chi sia il bzou ed il novellatore dice che si intende con questa parola le loup-brou o loup-garou, cioè il lupo mannaro). In questa versione, molto simile a un'altra versione raccolta nella Nièvre(quella soprastante), il lupo mannaro arriva molto prima perché prende la via più breve per raggiungere la nonna, mentre la fanciulla si diverte a raccogliere le spille, perdendo del tempo. Il racconto continua come nell'altra versione della Nièvre, ma non è il pettirosso che commenta la scena cannibalica, ma una gatta che dice: "Puzzolente meretrice, che mangi la carne e bevi il sangue della nonna". Dopo, la fanciulla, spogliatasi, entra nel letto dove sta il lupo mannaro, ma quei suoi grandi occhi e i suoi lunghi denti le fanno paura, quindi per cercare di sfuggire, dice al lupo mannaro che deve fare un bisognino. Il lupo mannaro cerca di trattenerla, ma la fanciulla dice che si sente male e che vuole uscire. Allora il lupo mannaro lega un filo di lana al piede della fanciulla e le consente di andare fuori a fare il bisognino, ma l'avverte di rientrare subito. La fanciulla, appena uscita, si libera del filo al piede, lo attacca a un tronco d'albero di prugne e scappa verso la casa della mamma. Il lupo mannaro, dopo qualche tempo, non vedendola più rientrare, si alza dal letto, comprende l'inganno e la insegue. Tenendo nella corsa le mascelle aperte il lupo stava per riprenderla, ma la fanciulla arriva in tempo a mettere la mano sull'apertura della porta di casa e a chiamare a gran voce la mamma. Il lupo arrestò la corsa e non fece più nulla(racconto raccolto dal novellatore Francois Briffault, a Montighy-aux-Amognes, Nièvre, vedi la versione in francese).
Nella seconda di queste versioni della Nièvre c'è per la fanciulla l'epiteto di salope ovvero meretrice. L'epiteto glielo affibbia la gatta. Eppure in questa versione la fanciulla si salva, riesce a sfuggire al lupo mannaro. Probabilmente il narratore o coloro che gliel'avevano narrata, a loro volta, hanno modificato qualcosa e probabilmente questa modifica investe il personaggio violentatore-divoratore. All'animale lupo, l'animale che effettivamente in Francia ha fatto molte vittime in specie tra le donne anziane e le fanciulle, non si sfugge, al lupo mannaro invece si può sfuggire, come del resto al diavolo(vedi la versione de la petite Jeannette della Touraine), perché per il popolo le donne ne sanno più del diavolo o del lupo mannaro(una sorta di indemoniato, di posseduto dagli spiriti secondo le antiche tradizioni).
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